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Addio all’euro?

24 dicembre 2011 – 19:30Nessun Commento

Secondo il Wall Street Journal, che si rifà a fonti molto accreditate, alcune grandi banche di livello mondiale hanno già tutto pronto in previsione del crollo dell’euro e della reintroduzione delle vecchie monete nazionali. Uno scenario ancora tutto da verificare ma che farebbe il paio con le speculazioni in circolazione da alcune settimane, secondo le quali, la banca centrale tedesca starebbe già stampando in Svizzera i nuovi marchi.

Tutto pronto per abbandonare la barca che affonda? E’ almeno ciò che afferma il prestigioso Wall Street Journal citando fonti -dice-molto accreditate. Insomma, alcune grandi banche mondiali, avrebbero già studiato tutti gli scenari e preparato i dispositivi contabili e finanziari per passare -con il minor danno possibile- dalla moneta unica alle vecchie valute nazionali. Una speculazione che farebbe il paio con quanto si va dicendo e scrivendo da alcune settimane: la Germania sta già stampando in Svizzera (per la precisione a Zurigo e Losanna e non nel canton Ticino come sostengono alcuni media) i nuovi marchi. Se tutto questo fosse vero, attendiamoci che entro le prossime settimane, l’euro e con esso l’Europa, saranno spazzati via. A nulla sarebbero dunque valsi tutti gli sforzi fatti fin qui dai paesi europei, soprattutto quelli messi peggio, per uscire dalla crisi che rischiava di travolgerli. D’altra parte, la Germania, unica vera garante del salvataggio dell’ eurozona, da mesi manda segni di impazienza stufa di dovere coprire le spalle a tutti rischiando del suo. Infatti, se la crisi dovesse infettare anche l’economia d’oltre Reno, sul continente non si salverebbe più nessuno. In questi giorni festivi, le borse occidentali sono chiuse, difficile quindi misurare concretamente quanto queste notizie (vere o false che siano) possano influire concretamente sui mercati e determinare effettivamente un “default” dell’euro. Ci tocca quindi aspettare e nel frattempo meglio festeggiare. L’unico esercismo possibile sperando che non arrivi il peggio.

Mario Besani

 

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  • 5 sensi varese

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