Varese terra d’arte
Dall’alto Medioevo al liberty, alle vestigia dell’epoca industriale: i due tomi della “Storia dell’Arte a Varese e nel suo territorio” editi dall’Università dell’Insubria definiscono l’identità artistica della Città Giardino e della sua provincia attraverso la storia. Un lavoro certosino di ricerca e di studio che ha visto il coinvolgimento di ventisette autori appartenenti a università e istituti di ricerca lombardi, per la stesura dei trentanove capitoli che compongono l’opera, per un totale di oltre mille e cento pagine e un patrimonio iconografico di ben mille fotografie.
L’opera segue una trattazione cronologica classica, partendo dall’alto Medioevo e attraversando le diverse epoche dell’arte: romanico, gotico, tardo gotico, rinascimento, manierismo, barocco, rococò, neoclassicismo, eclettismo, liberty, fino alle soglie della contemporaneità, con l’archeologia industriale e l’arte applicata all’industria. “Lo sviluppo dell’opera è alterno con capitoli dedicati a temi trasversali, come ad esempio il Sacro Monte, o il Liberty varesino, altri capitoli incentrati su personalità artistiche di spicco, per citarne qualcuna: Pietro Antonio Magatti, Bernardino Castelli, Enrico Butti, o su temi specifici, come, la datazione di Castelseprio o il collezionismo, con un ritratto delle figure di Guido Cagnola e Lodovico Pogliaghi”, spiega Andrea Spiriti, docente di Storia dell’Arte all’Università dell’Insubria e autore di alcuni saggi dell’opera.
Il progetto è stato diretto e coordinato dalla professoressa Maria Luisa Gatti Perer, emerito di Storia dell’arte moderna nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, scomparsa nel 2009: ”Occorreva tener conto delle peculiarità di un territorio dalla complessa identità, segnato dalla presenza dei laghi Maggiore, Ceresio, Lario, e dei fiumi Ticino, Olona, ampiamente interessato pertanto da scambi e da traffici” scrive così nel capitolo primo dedicato alle “Ragioni di un’opera”, la professoressa Gatti Perer.
«Nel ripercorrere la Storia dell’arte a Varese e nel suo territorio andavano aggiornati gli studi sui luoghi di Castelseprio, Castiglione Olona, Saronno, il Sacro Monte: indiscussi poli attrattivi dal punto di vista storico, culturale e artistico. L’approfondimento di personalità che hanno lasciato un segno fortemente innovativo quali il cardinale Branda Castiglioni, i Visconti ed i Borromeo; l’analisi di argomenti poco o per nulla studiati: valga per tutti l’arte organaria, la trattazione di tematiche quali il collezionismo ottocentesco, l’archeologia industriale e l’arte contemporanea sottolineano i caratteri peculiari che consentono di delineare l’identità di questa porzione di territorio della Lombardia, aperta, soprattutto a Nord, ai più aggiornati influssi europei».
Il progetto editoriale della “Storia di Varese” è nato nel 2004 su iniziativa dell’ Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali e le Diversità Culturali dell’Università degli Studi dell’Insubria. Si tratta di un’opera monumentale che in nove volumi (volume 1: “Profili”; 2: “Storia dell’Arte a Varese e nel suo territorio”, 3: “Antichità – Dalla Preistoria all’Alto Medioevo”; 4: “Medioevo”; 5: “L’età moderna – Varese nell’Impero”; 6: “L’Ottocento”; 7: “Il Novecento”; 8: “Lingua e Scritture”; 9: “Dizionario Biografico”) per un totale di 5.400 pagine racconterà la storia della Città Giardino dalla protostoria all’epoca contemporanea. Finora sono stati pubblicati il secondo tomo del volume 4 dal titolo: “Il Monastero di Santa Maria del Monte sopra Varese”; il secondo tomo del volume 7 dedicato al tema: “Varese una provincia con la cultura dello sport” e il secondo tomo del primo volume, dal titolo: “Varese nelle antiche stampe. XVII-XIX secolo”.
Comunicato
Galleria (foto tratte da “Storia dell’Arte a Varese e nel suo territorio”):
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