Maltempo a sud delle Alpi: il peggio nelle prossime ore
Nuovo comunicato delle autorità elvetiche in relazione al maltempo previsto nelle prossime ore. Nella parte meridionale della Svizzera sono iniziate le attese precipitazioni, i cui picchi sono previsti per sabato. La situazione potrebbe provocare frane e smottamenti.
Come evidenziato nella nota del Governo:”I servizi della Confederazione monitorano la situazione e rimarranno attivi anche nei prossimi giorni. Inoltre, sono in contatto permanente con i Cantoni interessati.”
Nella regione del Sempione, di Goms, nelle valli di Visp, in Ticino e nella Mesolcina come pure in parti dell’Oberland bernese e della regione del Gottardo si prevedono intense precipitazioni continue, che costituiscono un pericolo da considerevole a molto elevato. Sul versante Sud delle Alpi e in parti del Vallese sono già in corso. Le piogge sono causate dalla presenza di un’ampia zona di bassa pressione, il cui centro è sopra l’Atlantico. Al contempo, data la corrente favonica presente nelle valli del versante Nord delle Alpi, sono attese raffiche di vento con punte fino a 90 km/h.
Entro sabato il limite delle nevicate salirà a circa 2800 metri. Ciò significa che, soprattutto nelle valli di Visp e nella regione dell’Alesch, una parte delle precipitazioni cadrà sotto forma di neve e defluirà nei corsi d’acqua soltanto in un secondo tempo. Al momento, il livello delle acque del Lago Maggiore e del Lago di Lugano è basso. Per il Rodano a valle di Briga e il Lago Maggiore si prevede un pericolo di piena del livello 2, un evento che può presentarsi con una frequenza da 2 a 10 anni. Dagli affluenti laterali del Rodano nelle Alpi del Vallese meridionale possono verificarsi deflussi persino più elevati. Nelle regioni interessate da precipitazioni intense sono inoltre possibile smottamenti.
Considerati i picchi delle precipitazioni previsti a partire dalla notte di venerdì a sabato e nella giornata di sabato, permangono attivi i servizi della Confederazione competenti in materia di pericoli naturali, MeteoSvizzera, l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (SLF) del WSL di Davos e l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).
Red./Com.
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