Malpensa, meno smog grazie alla colla sull’asfalto
Pugno duro di Malpensa contro lo smog. Sea, che gestisce l’aeroporto milanese, ha infatti deciso di utilizzare il Coverlite, un sistema creato per combattere l’inquinamento. La microemulsione, composta da una soluzione di acqua e biossido di titanio, è stato applicata sull’asfalto dello scalo, nell’area del Terminal 1. Grazie alla colla sarebbe già stata misurata una diminuzione degli ossidi di azoto.
Sea ha annunciato che l’aeroporto di Malpensa è il primo scalo ad utilizzare un metodo innovativo per combattere lo smog. Una microemulsione composta di acqua e biossido di titanio è stata spruzzata su un’area di 18mila metri quadri, per la precisione nell’area degli arrivi del Terminal 1. Il Coverlite, questo il nome del nuovo prodotto fotocatalitico, ha la capacità di assorbire le particelle inquinanti, ripulendo l’aria: la speciale colla lavora inducendo reazioni di trasformazione dei gas nocivi in sali. Questo il meccanismo di funzionamento: la sostanza filtra attraverso i solchi della strada, colmandone le increspature; successivamente, grazie all’energia dei raggi del sole, si attiva un processo similare alla fotosintesi clorofilliana. Secondo quanto messo in luce dal presidente Giuseppe Bonomi, i risultati sarebbero già evidenti: nell’area dello scalo è stato misurato un quantitativo di ossido d’azoto inferiore del 9-10% rispetto ai livelli precedenti.
Lo studio sull’effettiva efficacia della colla è stato condotto dagli specialisti del Politecnico di Milano, i quali, dopo un monitoraggio durato otto settimane (quattro precedenti alla posa della sostanza e quattro nel periodo successivo), hanno confermato l’esito positivo dell’esperimento. Sea sembra pertanto intenzionata ad estendere il progetto alle piste di decollo e di atterraggio dello scalo milanese.
Malpensa è il primo aeroporto italiano ad adottare un meccanismo di lotta all’inquinamento di questa portata. Se il sistema verrà esteso a tutte le aree dello scalo, l’impatto ambientale della struttura diminuirà notevolmente: oltre ad essere una scelta ambientalista, quindi, il Coverlite potrà forse rappresentare una risposta alle polemiche sull’inquinamento provocato dallo scalo milanese.
Santina Buscemi
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Estate.Una domenica d’estate. 6.30.
Mi sveglia il tremolio dei vetri e un fragore.
Ne sta passando uno. Un aereo dico.
Il primo di decine e decine che renderanno questa giornata infame.
Come tutte le domeniche. Come tutti i giorni.
Ad ogni passaggio devi mettere in pausa la tua vita.
A volte senza accorgertene la lasci in pausa per ore .
Per una volta parliamo della gente.
Somma Lombardo.Noi si vive sotto una rotta, non siamo così’ sereni per poter parlare di sviluppo, tecnologia, futuro : ora , adesso, per chi vive la nostra condizione la qualità’ della vita e’ degradata ad un livello molto basso.
La Malpensa e’ una fonte di inquinamento enorme, e’ palese.
E’ un cancro inserito in un organismo sano che esiste da molto , molto più’ tempo prima della sua costruzione.
Inutile citare tutti gli autorevoli studi che lo confermano.
C’e’ qualcosa di disumano nella prepotenza che esprime un ‘aereo quando passa qualche decina di metri sulla tua testa.
Ti scuote i nervi profondamente e nel lungo periodo causa danni permanenti alla salute.
La natura non ha previsto che degli esseri viventi ( uomini o animali) dovessero sopportare livelli di rumore così’ intensi ripetutamente per decine di volte al giorno.
Una violenza difficile da sopportare.
Non abbiamo un numero di pronto intervento da chiamare; gli aerei volano in cielo e possono fare ciò’ che vogliono!
Qui la gente deve far finta di nulla : come può’ pensare cha la casa per la quale con molti sacrifici sta pagando un mutuo sia costruita in un posto infame? E tutti hanno dei figli.E il loro futuro?
Non molti anni fa questo posto era un paradiso. Si sta ammalando. E anche noi.
Anche un idiota riflettendo arriverebbe a capire che un aeroporto di queste dimensioni in questo territorio non ci doveva essere : alta densità’ di popolazione e un parco dichiarato oggi dal’ UNESCO riserva della biosfera.
Questo territorio non e’ in grado di metabolizzare le scorie dello scalo già’ oggi : e’ troppo delicato.I veleni lo indeboliscono.
Qualsiasi progetto che guardi al futuro necessita di capacita’ intellettuali e di profonde conoscenze tecniche ma non basta: la qualità’ più’ importante e’ l’ immaginazione!
Un grande hub ha bisogno di grandi infrastrutture di servizio: Malpensa con la sua inadeguata rete di strade e’ l esempio del provincialismo e della magrezza di pensiero di coloro che ne hanno deciso l’ ampliamento, e mi fermo qui.
Se aumentassero i passeggeri si troverebbero in coda già’ pochi metri fuori dallo scalo!.
Le vie che la collegano a Milano sono costantemente congestionate dal normale traffico quotidiano e non ci sono concrete possibilità’ di ampliarle.
La mia e’ una chiara illusione ma mi piace nutrire la speranza che si cominci a pensare ad un vero aeroporto per il futuro ,con un progetto di sviluppo ipotizzato almeno per i prossimi cinquanta’ anni, costruito in un territorio idoneo con grandi strade di collegamento ma soprattutto distante da centri abitati e nel rispetto dell’ ambiente perché’ nessuno si trovi costretto ad ingoiarne i veleni.
Un idea nazionale e non provinciale.
Voglio finire con una provocazione che mi diverte: oggi un grande numero di persone viaggia visitando paesi lontani.
Sudamerica, Africa , India, mete ambite dove scoprire nuovi popoli con diversi usi e costumi da raccontare poi a casa sfogliando fotografie, vantandosi di conoscere il mondo.
Ma molti di questi viaggiatori davanti ad una persona di altra etnia vista aggirarsi vicino la propria casa, vengono colti da una sorta di fastidio, un prurito,un malessere: mio padre avrebbe detto ” tutto kerosene buttato nel cesso!”.
Pierfranco Argentiero