Italia: Berlusconi promette le dimissioni
Dopo la votazione sul rendiconto dello Stato, che ha mostrato la crescente fragilità della maggioranza della coalizione di governo, il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi si è recato dal capo dello Stato Giorgio Napolitano manifestando la disponibilità a lasciare la carica. Le dimissioni verrebbero inoltrate dopo l’approvazione delle misure di stabilità chieste dall’Unione europea per ridurre l’indebitamento dello Stato.
L’annuncio è stato dato dalla presidenza della Repubblica. Nel comunicato si afferma che il presidente del Consiglio ha manifestato al capo dello Stato “la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione.”
Sulle vie di uscita dalla crisi le opinioni divergono: mentre l’opposizione auspica la formazione di un governo di unità nazionale guidato da un tecnico, sulla falsariga della soluzione che si delinea in Grecia, la maggioranza sembra decisa a chiedere al più presto nuove elezioni. Silvio Berlusconi vuole andare alle urne: lo ha detto a Napolitano e lo ha ripetuto nelle interviste rilasciate alle sue reti televisive. La decisione spetta comunque al presidente della Repubblica dopo le consultazioni delle diverse forze politiche. Teoricamente è possibile anche un reincarico a Berlusconi.
Anche se sono state salutate con soddisfazione, le modalità delle dimissioni del presidente del Consiglio mettono in difficoltà le opposizioni, che ora di trovano di fronte alla scelta di ratificare le misure per risanare il bilancio dello Stato con la speranza di liberarsi in questo modo di Berlusconi, ma senza ottenere in cambio la soluzione politica a cui aspirano – il governo di larghe intese – , o di respingere i provvedimenti con le conseguenze che un voto negativo potrebbero avere sui mercati.
Sui mercati intanto i titoli di Stato italiano continuano a perdere valore. La remunerazione dei Btp (Buoni del tesoro poliennali) a scadenza decennale si è nuovamente avvicinata alla soglia del 7%. Tale livello viene considerato critico, in quanto mette in serio pericolo la possibilità del tesoro italiano di finanziare i debiti contratti e di far fronte agli impegni futuri.
Red.
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