Commerci ticinesi in crisi!
La dinamica negativa del commercio al dettaglio ticinese si accentua nel corso del terzo trimestre dell’anno. I problemi sino ad ora circoscritti alla piccola distribuzione si propagano contagiando pure le superfici commerciali di media e grande entità.
Le importanti diminuzioni dell’afflusso clienti e i repentini apprezzamenti del franco nei confronti dell’euro affossano la cifra d’affari e gli utili trimestrali. Le prospettive espresse dai commercianti indicano che per l’intero settore le avversità dovrebbero protrarsi anche nei prossimi mesi.
Ai problemi ormai cronici della piccola distribuzione si aggiungono ora anche le difficoltà palesate dalle superfici commerciali di media e grande dimensione. E` quanto afferma oggi l’Ufficio cantonale di statistica del Cantone Ticino nel suo rapporto congiunturale trimestrale.
La situazione delicata trova conferma nell’evoluzione della cifra d’affari settoriale che, sulla scia dei risultati negativi passati, nel mese di luglio segna un ulteriore calo annuo del -3,3% e nei mesi di agosto e settembre sprofonda, registrando contrazioni del -6,2% e del -6,4%. Dinamica condizionata da importanti cali (rispetto allo scorso anno) dell’afflusso clienti e del quantitativo di vendite trimestrali, con conseguente lieve accumulo del volume delle scorte.
Le prospettive espresse dagli operatori indicano nuove diminuzioni della cifra d’affari e dell’impiego per i prossimi tre mesi e un ulteriore sensibile inasprimento dell’andamento degli affari per l’inizio del nuovo anno.
Per Paolo Poretti, vicepresidente della Federcommercio, “il delicato contesto economico internazionale, l’apprezzamento del franco svizzero nei confronti dell’euro e la stagione estiva caratterizzata da una meteo poco favorevole si avventano su un mercato già saturo (dove l’offerta supera abbondantemente la domanda) con conseguenze negative sulla cifra d’affari dei negozi. Tuttavia, la fase congiunturale critica che attraversa il settore non è avvertita unicamente in Ticino ma anche nel resto dell’Europa, eccezione fatta per le regioni a ridosso del confine elvetico. Fino a che gli Stati europei, in difficoltà a causa dell’eccessivo indebitamento, e i mercati finanziarinon riusciranno a trovare una maggiore stabilità in grado di infondere fiducia ai consumatori, il settore del commercio continuerà a soffrire. I prossimi mesi saranno sicuramente ancora molto difficili, speriamo che il periodo natalizio possa almeno dare sollievo al comparto.”
Com./Red.
Articoli correlati:
- Edilizia: rientra la crisi fra padronato e sindacati
- Alberghi e ristoranti ticinesi: le stagioni peggiori
- Ticino: avvisaglie di crisi nella costruzione
- Commercio al dettaglio ticinese in picchiata
- Franco forte e crisi economica: grido d’allarme delle industrie ticinesi
- La crisi tocca i piccoli negozi ticinesi
- Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
- Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
- Morti i due ticinesi dispersi in Marocco
- Svizzera in crisi : foglio di via per i frontalieri














