Caraffe filtranti nel mirino del Codacons
Le caraffe filtranti non filtrano nulla, anzi, l’acqua può contaminarsi di batteri. La conferma ai tanti dubbi circa la loro efficacia arriva dai Nas, che hanno depositato una perizia in Procura dalla quale emergerebbe l’inutilità di tali brocche sul fronte del miglioramento della qualità delle acque potabili. La denuncia è del Codacons che in una nota odierna preannuncia la verifica di fattibilità per una class action contro i produttori.
Il Condacons riferisce che le analisi avrebbero accertato come le caraffe filtranti attualmente in commercio, a differenza di quanto pubblicizzato dalle aziende produttrici, non inciderebbero sulla durezza e non filtrerebbero le sostanze rendendo l’acqua qualitativamente migliore. Al contrario, se non bevuta subito dopo la filtrazione, l’acqua contenuta in queste brocche potrebbe rivelarsi una fonte di batteri e quindi presentare controindicazioni per i consumatori.
Una perizia che di fatto smentisce tutte le promesse contenute nelle pubblicità di tali prodotti, altamente diffusi nel nostro paese.
A seguito dei risultati delle analisi condotte dai Nas, il Codacons ha avviato oggi stesso uno studio per verificare la fattibilità di una class action volta a far ottenere a coloro che hanno acquistato caraffe filtranti il rimborso di quanto pagato.
Se infatti il consumatore acquista un prodotto che non solo non mantiene le promesse contenute nelle pubblicità, ma addirittura non svolge nemmeno la funzione primaria per cui è nato (in questo caso il miglioramento qualitativo delle acque), il danno economico da lui subito è evidente. Danno che è identico per tutti i soggetti che hanno acquistato il bene in questione, e che può essere risarcito attraverso una azione collettiva da intentare contro le ditte produttrici delle caraffe.
Com./Red.
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