Accordo fiscale: la Francia dice no
E’ andata a vuoto oggi a Parigi la visita della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Il suo omologo francese, il ministro dell’economia, delle finanze e dell’industria François Baroin, ha per il momento declinato l’invito a sottoscrivere un nuovo accordo fiscale con la Svizzera. Contemporaneamente, in Germania, crescono le perplessità sul compromesso fiscale sottoscritto fra Berlino e Berna il settembre scorso. Intanto, un nuovo CD con i conti segreti di un migliaio di evasori sarebbe finito nelle mani del fisco tedesco.
Eveline Widmer-Schlumpf torna da Parigi a mani vuote. Infatti, il suo omologo francese, François Baroin, ministro dell’economia, delle finanze e dell’industria ha declinato l’invito a sottoscrivere un nuovo accordo fiscale con la Confederazione simile a quanto la Svizzera è riuscita a strappare recentemente a Regno Unito e Germania.
“Abbiamo detto alla Svizzera che non ci sono le condizioni per intavolare le discussioni per questo tipo di accordo”, hanno dichiarato le autorità francesi all’agenzia AFP commentando il colloquio.
Una dichiarazione che fa il paio con quanto aveva espresso al vertice del G20 di Cannes, il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy che aveva duramente criticato l’atteggiamento della Svizzera come paradiso per gli evasori.
Insomma, se fino a qualche giorno fa sembrava che la Confederazione stesse orami risolvendo i suoi problemi fiscali con i maggiori paesi europei, oggi, il cammino appare tutto in salita. In Germani, l’accordi fiscale ra Berna e Berlino, sottoscritto a settemebre, non fa l’unanimità. Anzi, l’opposizione socialdemocratica è sempre più contraria e minaccia di fare fallire l’accordo in Parlamento. Oltretutto, nelle ultime ore, è emersa l’esistenza di un nuovo CD con un migliaio di evasori tedeschi con conti segreti in Svizzera. Tutto ciò rischia di essere un pessimo viatico per un eventuale accordo fra la Svizzera e l’Italia.
Maro Besani
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