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Accordi fiscali: l’UE non approva quelli tra Svizzera, Germania e Gran Bretagna

20 novembre 2011 – 17:44Nessun Commento

Sede dell' UE a Bruxelles (cc Eoghan OLionnain)

Procede il braccio di ferro tra Svizzera e UE per quanto concerne la fiscalità del risparmio. Il commissario UE alla fiscalità Algirdas Semeta, infatti, ha dichiarato di voler “prendere presto ufficialmente posizione sul tema”, ha indicato venerdì la sua portavoce.

L’Esecutivo comunitario, infatti, ritiene che gli accordi conclusi dalla Confederazione con Germania e Gran Bretagna non sarebbero conformi alle disposizioni UE. Secondo le analisi della Commissione le intese violerebbero sia le linee guida dell’UE sulla fiscalità del risparmio, sia la relativa convenzione fra Berna e Bruxelles.

La Commissione starebbe facendo pressione affinché i Londra e Berlino riaprano le trattative con la Confederazione e, qualora ciò non avvenisse, non scarterebbe l’ipotesi di avviare un procedimento per violazione delle regole.

La prossima settimana la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, responsabile del Ministero delle finanze elvetico, dovrebbe incontrare di nuovo Semeta a Bruxelles alfine di trovare un intesa sull’argomento.

Negli scorsi giorni, la signora Widmer-Schlumpf non era riuscita ad ottenere dalla Francia l’atteso interesse a trovare un accordo bilaterale sul tema fiscale. “Abbiamo detto alla Svizzera che non ci sono le condizioni per intavolare le discussioni per questo tipo di accordo”, hanno dichiarato le autorità francesi all’agenzia AFP commentando il colloquio. Una dichiarazione che fa il paio con quanto aveva espresso al vertice del G20 di Cannes, il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy che aveva duramente criticato l’atteggiamento della Svizzera come paradiso per gli evasori. Anche in Germania, l’accordo fiscale traballa. L’opposizione socialdemocratica della SPD e i Verdi minacciano di non ratificare il compromesso che Berlino ha raggiunto con Berna il settembre scorso se l’accordo non sarà rivisto. Ora è la volta della stessa UE che è decisa a mettersi di traverso. Insomma, sembra che si stia imponendo il “Tremonti-pensiero”. Infatti, l’ex-ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti aveva sempre preteso dalla Confederazione lo scambio automatico delle informazioni che avrebbe azzeranto, di fatto, il segreto bancario.

Red.

 

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