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Ticino: stop alla pubblicità sessista!

6 ottobre 2011 – 11:40Nessun Commento

foto cc cL0d

E` un appello forte e determinato quello che la Presidente del Governo Ticinese Laura Sadis e la Commissione consultiva per le pari opportunità fra i sessi hanno lanciato oggi a Bellinzona. E` un appello rivolto ai professionisti della pubblicità affinchè rinuncino a riproporre immagini che non rispettano la dignità delle donne.

Oggigiorno la pubblicità riveste un ruolo dominante nella nostra società: costruisce immagini, veicola messaggi, influenza idee in modo più efficace e incisivo di altri massmedia perché è ad effetto e onnipresente. Per essere notata e ricordata la pubblicità utilizza sempre più spesso immagini forti, fa largo uso del nudo (soprattutto femminile) o mette in scena situazioni particolari in cui donne e uomini vengono rappresentati in modo ambiguo . Queste “strategie” e modalità” possono portare a una pubblicità sessista.

Da anni ormai anche nel nostro Cantone assistiamo e raccogliamo segnalazioni di campagne pubblicitarie, quali manifesti, cartelloni esposti in luoghi pubblici, che trasmettono non solo esplicitamente, ma anche in maniera subdola, camuffata, allusiva e simbolica messaggi che suggeriscono o incitano alla violenza, alla discriminazione, alla sottovalutazione, alla ridicolizzazione, all’offesa soprattutto nel confronti delle donne.

Laura Sadis e la Commissione fanno appello ai professionisti del ramo invitandoli a rinunciare ad una pubblicità che in qualche modo non rispetta la dignità di donne e uomini e che veicola un’immagine di genere unilaterale e limitante.

Le campagne pubblicitarie che “giocano” su modelli concettuali e associazioni sessiste, non sono né creative né innovative, spesso sono volgari e degradanti. Segnaliamo che contro la pubblicità sessista è possibile inoltrare reclamo alla Commissione svizzera per la lealtà in pubblicità, Casella postale 2744, 8022 Zurigo (www.lauterkeit.ch) le cui regole prevedono l’inammissibilità della pubblicità che discrimina uno dei sessi svilendo la dignità della donna o dell’ uomo.

Com./Red.

 

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