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Peter Jaks: appello senza esito

6 ottobre 2011 – 11:30Nessun Commento

In redazione non è giunta alcuna telefonata. L’appello diffuso ieri sera da “Chi l’ha visto?” , la nota trasmissione televisiva di RAI 3, seguitissima anche dal Ticino, non ha dato alcun esito. Almeno per ora. Federica Sciarelli, la conduttrice, nel presentare il caso ha tenuto a sottolineare che l’ex giocatore di hockey potrebbe essere in difficoltà. Kaks domanica era stato controllato anche dalle Guardie di confine in uscita dalla Svizzera.

Certo, sentir parlare della scomparsa di un ticinese da Chi l’ha visto? difficilmente lascia indifferenti. Sentire Federica Sciarelli ripetere per quasi due minuti che Peter Jaks è un personaggio molto famoso, molto conosciuto, molto noto, ha gettato un velo di tristezza su una scomparsa che, seppur chiaramente volontaria, in Ticino sta lasciando il segno.

La Regione stamane fa riferimento ad una “ ‘fuga’ che potrebbe essere spiegata sulla base di una somma di vari problemi personali, fra cui anche le scommesse sportive, di cui l’ex DS dell’Hcap sembra essere un appassionato. Ma anche su questa ipotesi, come su tutte le altre, non ci possono essere conferme per il momento.”

Certo è che se una persona adulta, padre di famiglia, dal viso più che noto, sceglie di sparire fosse solo per qualche giorno è perchè il bisogno di allontanarsi è ben motivato. Nel senso che se si sceglie di scappare è perchè c’è il chiaro bisogno di far chiarezza in se stessi, o di allontanarsi da tensioni insopportabili.

Intanto, sempre secondo La Regione, emergerebbe “un ulteriore dettaglio che potrebbe aiutare a capire la situazione in cui viveva Peter Jaks negli ultimissimi tempi. Venerdì scorso ha giocato l’ultima partita a tennis, suo hobby, sul campo di Giubiasco. Alla fine della serata ha gettato la borsa in cui teneva l’equipaggiamento. E ha regalato le sue due racchette agli amici con cui si divertiva spesso su quel campo dicendo qualcosa del tipo « a me non servono più ».” L’episodio è stato confermato ieri pomeriggio dagli inquirenti.

Oggi, infine, giunge anche la notizia che oltre al controllo d’identità avvenuto lunedì mattina alle 2.30 in stazione a Potenza, peter Jaks era stato riconosciuto e controllato anche dalle Guardie di confine elvetiche mentre lasciava la Svizzera in treno.

In Ticino, nel frattempo è giunta anche la mamma di Jaks, preoccupatissima per la sorte del figlio 45enne scomparso ormai da cinque giorni. L’ultimo contatto, infatti, risale a domenica mattina alle 5.30 quando ha inviato un sms ad una delle tre figlie.

KC

 

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  • 5 sensi varese

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