Malpensa: l’espansione deve attendere!
L’espansione dell’aeroporto di Malpensa dovrà attendere. Questa, al momento, la decisione della Commissione Nazionale di Valutazione d’Impatto Ambientale, che ha chiesto a Sea ulteriori documentazioni per verificare la fattibilità del progetto.
La società che gestisce lo scalo aeroportuale aveva presentato un Master Plan, in cui erano pianificati diversi lavori per ampliare l’area di Malpensa: proprio la molteplicità di progetti inclusi nel piano ha spinto la Commissione a prendere tempo per riflettere sulla proposta. In particolare Sea avrebbe fatto riferimento all’ampliamento della terza pista e del polo logistico, con l’allargamento del sedime recintato dell’aerea, al prolungamento della linea ferroviaria verso il terminal 2, all’adattamento delle strutture tecniche di pista e alla costruzione di nuovi terminal: troppi progetti per un unico Plan. La Commissione ha pertanto comunicato alla società l’esigenza che di ciascuna idea sia valutato l’impatto ambientale, così da poterne studiare le eventuali singole criticità.
L’importanza dell’impatto ambientale
Il lavoro di analisi, contemporaneamente, verrà svolto sul piano generale: l’impatto del Master Plan sull’ambiente sarà anche calcolato tenendo conto dell’equilibrio complessivo dell’aerea e di quanto l’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa impatterebbe sulle zone circostanti.
Tanti nodi da sciogliere, quindi, per la soddisfazione del movimento che osteggia la possibilità che Malpensa si sviluppi. Ambientalisti, comitati di cittadini e sindaci da tempo hanno chiesto una Valutazione Ambientale Strategica e si stanno muovendo per evitare una crescita eccessiva dello scalo, proprio a causa dell’impatto che l’aeroporto ha sull’ambiente. E’ di qualche giorno fa la notizia della denuncia per disastro ambientale, sporta contro Malpensa dal sindaco di Casorate Sempione Giuseppina Quadrio. Un altro Primo Cittadino si sta muovendo in questo senso: Edoardo Guenzani, sindaco di Gallarate, ha chiesto a Giuliano Pisapia un incontro per discutere del Master Plan di Malpensa e, in particolare, sull’intenzione di Sea di costruire una terza pista. Guenzani punterebbe quindi a coinvolgere il comune di Milano, maggior azionista di Sea, per ostacolare la crescita di Malpensa.
Problemi anche per altri aeroporti
L’impasse per Sea non è però legata solo a problemi di “vicinato”: la Commissione ha messo in luce un altro elemento che potrebbe ostacolare l’approvazione del piano. Si tratta del quadro nazionale degli aeroporti italiani. Altri scali, come Torino Caselle e Bologna Borgo Panigale, hanno presentato progetti di espansione, pertanto ogni decisione risulta essere subordinata alla gestione nazionale del traffico aereo. Prima di accettare ogni singolo progetto, quindi, la Commissione intende vederci chiaro su quello che sarà il futuro degli aeroporti italiani. C’è inoltre da tener in considerazione come l’aerea del centro nord sia servita da una decina di aeroporti: impossibile parlare dell’espansione di Malpensa senza riflettere sull’impatto che ciò potrebbe avere su tutti gli scali della pianura Padana. La documentazione tecnica presentata, quindi, risulta essere carente perché non include Malpensa all’interno di una visione più ampia.
Come si muoverà adesso Sea? Verosimilmente i tecnici sono già al lavoro per implementare la documentazione del Master Plan, come richiesto dalla Commissione Nazionale di Valutazione d’Impatto Ambientale. Intanto i vertici della società continuano a puntualizzare e rimarcare come non vi sia stato nessun rifiuto ufficiale al progetto: si tratterà solo di fornire ulteriore documentazione all’ente.
Santina Buscemi
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