L’inferno del San Gottardo e l’eroe italiano
Sono passati dieci anni dalla tragedia nel tunnel autostradale del San Gottardo. Le vittime furono 11 perite soffocate dal fumo sprigionatosi dall’ incendio di due autocarri che si era scontrati prendendo fuoco. Oggi, il Canton Ticino, la Svizzera tutta ricordano quel terribile 24 ottobre del 2001. L’incidente avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori. Fortunatamente ci fu chi seppe reagire tempestivamente salvando molte vite. E’ il caso di un camionista italiano.
Sono già passati dieci anni da quella terribile mattina del 24 ottobre 2001. Il tunnel autostradale del San Gottardo, fra il Canton Ticino e il Canton Uri, fu teatro di una tragedia stradale con pochi precedenti nella storia elvetica recente. In pochi minuti, ricordano alcuni testimoni, la temperatura passò a livelli altissimi, l’aria si fece irrespirabile, la visibilità ridotta a zero. Per undici automobilisti, il tunnel divenne una trappola mortale. Oggi, tutto questo non potrebbe più ripetersi o comunque non in queste dimensioni. Dopo l’incidente, il tunnel, lungo 17 chilometri, fu chiuso durante due mesi per rendere l’infrastruttura più sicura. Ora, a intervalli di poche centinaia di metri, sono state ricavate nella roccia dei cunicoli d’emergenza completamente isolati e equipaggiati. I sistemi di areazione sono efficientissimi e un sistema d’allarme e di monitoraggio modernissimo, permette di tenere sotto costante controllo ciò che succede dentro il tunnel.
Eppure, tutto questo non basta. Molti politici, automobilisti e autotrasportatori, in Svizzera, reclamano la costruzione di un secondo tunnel per ridurre al minimo il rischio di incidenti. Il dibattito è lanciato da tempo anche perché entro pochi anni, la galleria dovrà essere sottoposta a approfonditi lavori di manutenzione. Un’ operazione che richiederà la chiusura totale dell’impianto per quasi tre anni.
L’eroe di Ivrea
Oggi, in occasione della commemorazione svoltasi a Airolo, nel Canton Ticino, fra i molti discorsi, la commozione dei parenti delle vittime, i progetti per il futuro è emersa la figura di Bruno Saba. Saba, un camionista, di Ivrea, fu direttamente coinvolto, con il suo mezzo, nell’incidente di quel 24 ottobre. Accortosi che la situazione stava precipitando, scese dal camion e fece sfollare tutti i passeggeri delle vetture che lo seguivano facendoli defluire verso il portale sud del tunnel, quello ticinese che distava circa un chilometro dall’incidente. La sua pronta reazione permise di slavare molte vite umane.
Mario Besani
Articoli correlati:
- Chiusura San Gottardo: dati e previsioni da ridiscutere
- San Gottardo a dieci anni dal tragico incendio
- Ancora colonne al Gottardo : la situazione del 14 agosto
- Trasporti: bocciato il raddoppio del San Gottardo
- San Gottardo: privatizzare il tunnel
- San Gottardo: subito il secondo tunnel
- San Gottardo: il vecchio tunnel va in pensione… o quasi
- Galleria del San Gottardo: chiusura totale per 3 anni
- San Gottardo: il raddoppio del tunnel autostradale
- Interrotta la linea del San Gottardo














