Superfranco: l’economia ticinese chiede provvedimenti
L’economia ticinese ha bisogno di misure concrete da attuare a breve termine per affrontare i problemi creati dal rafforzamento del franco svizzero.
Presentando gli undici provvedimenti messi a punto dal Consiglio economico della Camera di commercio, il direttore Luca Albertoni ha sottolineato che si tratta di misure con le quali devono venir aiutate aziende competitive che si trovano in difficoltà a causa della situazione valutaria, e non di provvedimenti per tenere in vita artificialmente imprese alle prese con problemi strutturali.
Albertoni ha voluto sottolineare l’importanza che in momenti difficili assume il partenariato sociale, e ha invitato le aziende in difficoltà ad avviare tempestivamente discussioni e trattative con il personale sulle soluzioni da adottare in caso di difficoltà.
La camera di commercio ha preso atto con soddisfazione dei provvedimenti presi in considerazione dal Dipartimento cantonale dell’economia, a complemento delle quali si è comunque voluto precisare diverse proposte concrete.
I possibili ambiti di intervento a livello cantonale riguardano l’estensione del campo d’applicazione dei provvedimenti per prevenire la disoccupazione, prendendo eventualmente in considerazione la dilazione del pagamento dei contributi sociali; l’estensione della deducibilità fiscale degli investimenti aziendali; l’azzeramento degli interessi di mora sugli acconti d’imposta; l’estensione dei contributi per le fiere internazionali; il contenimento dei costi dell’energia elettrica; la liberalizzazione temporanea degli orari d’apertura dei negozi; la creazione di un fondo presso BancaStato per aziende in difficoltà e l’abolizione della tassa di bollo cantonale.
Alla Confederazione si chiede una riduzione dell’imposta sul valore aggiunto; la riduzione del costo della benzina, e la revisione dell’assicurazione svizzera contro i rischi all’esportazione.
Le proposte rispettano il principio dell’intervento complementare da parte dello Stato, al quale si chiede di intervenire laddove assolutamente necessario ed utilizzando al meglio gli strumenti già esistenti.
Michele Andreoli
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