Frontalieri: corrieri della N’drangheta?
A sostenerlo è stata la PM Alessandra Dolci nel corso dell’udienza preliminare che vede alla sbarra, 119 presunti affiliati della n’drangheta lombarda. I frontalieri, proprio perché passano spesso senza controlli la frontiera italo-svizzera, possono servire per traferire documenti, soldi ma anche latitanti. La notizia ha già fatto scattare l’allarme nel Canton Ticino.
Le rivelazioni di Alessandra Dolci, sono inquietanti. La PM, nel corso dell’udienza preliminare che vede alla sbarra 119 “n’dranghetisti” lombardi ha alzato il velo su un fenomeno ai più sconociuto e probabilmente anche da approfondire. Citata dal quotidiano La Provincia, la Dolci ha affermato che “Si coinvolge un frontaliere perché è fatto notorio che le persone che tutti i giorni vanno a lavorare all’estero, in Svizzera, non vengono controllati in quanto noti alla polizia di frontiera”. Proprio per questa ragione, dalla frontiera è facile fare transitare soldi, documenti e almeno in un caso anche di latitanti. Il magistrato dell’antimafia milanese, si riferisce a un episodio avvenuto due anni fa proprio grazie all’aiuto di un frontaliere, la criminalità calabrese ha tentato di far rientrare dall’Europa settentrionale, due latitanti facendoli passare dal valico di Ponte Chiasso. Quanto ha detto la PM ha subito scatenato reazioni preoccupate nel Canton Ticino. Un deputato regionale, Daniele Caverzasio, ha, infatti, inviato un’interrogazione al governo Ticinese per sapere se quanto detto dalla PM lariana corrisponde al vero e come, semmai, si intende reagire per porre fine a questi traffici.
Mario Besani
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