Congiuntura: si addensano le nubi
A pochi trimestri dall’uscita dal tunnel della crisi, tornano ad aleggiare i fantasmi di un rallentamento o addirittura di evoluzioni negative della congiuntura economica internazionale, nazionale e cantonale.
I dati sui consumi in Ticino raccolti dall’Ufficio cantonale di statistica sono complessivamente negativi; sul fronte dell’export si accusa un’inversione di tendenza (confermata anche dal rallentamento dell’attività nell’industria di esportazione); mentre sotto il profilo degli investimenti, la chiara contrazione delle domande di costruzione e il rallentamento del ritmo di crescita dell’industria lasciano ipotizzare un’evoluzione perlomeno inferiore a quanto registrato nei periodi precedenti.
A tutto ciò si sommano le note dolenti o anche solo preoccupanti che giungono da alcuni comparti economici: è il caso ormai cronico del turismo e del commercio al dettaglio (per la parte dei piccoli commercianti), rispettivamente di parte del settore delle costruzioni e come detto dell’industria di esportazione.
Questo vento nuovo non ha sinora intaccato il mercato del lavoro, che al momento ribadisce di essere in espansione sia in termini di posti di lavoro che di persone occupate, anche se continua a palesare difficoltà nel riassorbire l’effettivo di disoccupati.
In un contesto internazionale e in parte nazionale che si colora di tinte fosche, le prospettive per i prossimi mesi sull’andamento degli affari, nei rami dell’economia ticinese per i quali si dispone di informazioni congiunturali, sono votate in genere ad un certo pessimismo, che per ora si estende alle previsioni d’impiego solo in alcuni settori.
Com. Ufficio cantonale di statistica
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