Stefano Raimondi: rimane in carcere l’omicida
Nessuno sconto per Alex G. il giovane 23enne di Basilea che venerdì della scorsa settimana ha ucciso Stefano Raimondi con un colpo di bottiglia alla testa. Secondo gli inquirenti greci, quanto successo nella discoteca di Mykonos non è stato un incidente. L’accusa per il cittadino svizzero è dunque di omicidio volontario.
Lo prova l’autopsia sul corpo di Stefano Raimondi: il giovane lodigiano di 21 anni è stato percosso con molta violenza alla testa e questo fa escludere l’incidente e rafforza invece l’ipotesi di omicidio volontario. Proprio per questo, gli inquirenti greci, incaricati di chiarire quanto è successo, nella notte fra giovedì e venerdì scorsi, alla discoteca Cavo Paradiso di Mykonos, hanno deciso di negare all’omicida il beneficio degli arresti domiciliari. Alex G. dovrà dunque rimanere in prigione fino al processo. Se la tesi dei PM dovesse essere confermata, il ragazzo elvetico rischia una condanna fra i 10 e i 25 anni di carcere.
Red
Articoli correlati:
- Frode UBS: Adoboli resta in carcere
- Delitto di Brusio: Ezio Gatti resta in carcere
- Delitto di Brusio: il moldavo resta in carcere
- Omicidio Raimondi: domani il giudice decide
- L’omicida di Raimondi rischia 25 anni di galera
- E’ di Basilea l’omicida di Stefano Raimondi
- Svizzera: l’eutanasia rimane “libera”
- Svizzera: il fucile rimane a casa
- Parmalat: Svizzera, chiesti 16 mesi per Stefano Tanzi
- Parmalat: Stefano Tanzi da lunedì a processo in Svizzera.














