Imposte alla fonte: Italia pronta a trattare
In settembre il governo italiano chiederà un incontro bilaterale con la Svizzera per “riprendere i negoziati interrotti dopo l’approvazione dello scudo fiscale ed affrontare tutte le questioni aperte in materia di relazioni fiscali”. Lo affermano in un comunicato odierno due deputati del Partito democratico (Pd), Daniele Marantelli e Chiara Braga.
Il Pd, spiegano i parlamentari della Penisola, accoglie “con favore l’impegno assunto oggi dal governo” e si augura che questo “si traduca tempestivamente in atti concreti”. Marantelli e Braga sottolineano l’importanza del dossier per i lavoratori frontalieri delle province prossime alla Confederazione. A questo proposito hanno anche fatto riferimento alla richiesta sollevata da oltre 100 comuni di frontiera affinché l’esecutivo italiano si faccia garante, con risorse proprie, dei ristorni fiscali attualmente bloccati.
Una dichiarazione, quella di Marantelli e Braga, che è immediatamente stata rintuzzata dal capogruppo della lega alla Camera Marco Reguzzoni il quale, in una nota stampa, afferma che “per l’ennesima volta ci troviamo costretti a constatare che la politica del Pd è ridotta a rincorrere quella portata avanti dalla Lega Nord. A confermarlo è la dichiarazione dei deputati Marantelli e Braga sulla questione dei frontalieri”.
Ma tant’è, ad importare è che la questione sarà oggetto di una seria discussione tra le due autorità preposte alle decisioni in questo ambito.
Sul fronte ticinese, intanto, Alberto Di Stefano, il banchiere che per primo aveva inoltrato la denuncia contro i Consiglieri di Stato Gobbi, Borradori e Beltraminelli per il blocco dei ristorni dell’imposta alla fonte dei lavoratori frontalieri, ha deciso di ricorrere contro la decisione della Magistratura ticinese.
Di Stefano ipotizza per i tre membri dell’Esecutivo cantonale il reato di abuso d’autorità, per aver agito approfittando illecitamente della propria posizione governativa. Per ora il ricorso porta solo il nome del banchiere, ma non è escluso che ad esso possa aggiungersi quello dell’artista locarnese che aveva sporto denuncia contro i tre Consiglieri di Stato, questa volta accusandoli di appropriazione indebita.
Com/KC
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