Home » Cronaca, Economia

La crisi tocca i piccoli negozi ticinesi

16 agosto 2011 – 14:02Nessun Commento

Nel secondo trimestre dell’anno, la dinamica negativa della piccola distribuzione si contrappone al risultato in ripresa delle superfici di media e grande dimensione, determinando la persistente negativa congiuntura nel commercio al dettaglio ticinese. Previsti nuovi ridimensionamenti dell’organico.


Lo afferma oggi l’Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona per il quale nei prossimi mesi i piccoli negozianti si attendono un cammino ancora denso d’insidie, mentre restano fiduciosi i commercianti dei negozi medi e grandi. Il futuro in questo settore sarà presumibilmente condizionato dai continui apprezzamenti del franco svizzero nei confronti delle valute estere.

Commercio al dettaglio

Nel corso del secondo trimestre dell’anno non cessano le difficoltà del commercio al dettaglio ticinese. La dinamica negativa della piccola distribuzione prende il sopravvento sui miglioramenti percepiti nelle attività commerciali di media e grande entità dettando l’andamento del comparto. I dati relativi alla cifra d’affari suggellano nuove ed importanti contrazioni nei mesi di maggio (-1,0%) e giugno (-4,0%) che ammutoliscono il buon risultato di aprile (+3,6%). Esiti sui quali hanno gravato i continui cali (su base annua) dell’afflusso clienti e del quantitativo di vendite trimestrali, mentre il volume delle scorte, giudicato complessivamente ad un livello adeguato, stagna rispetto ai valori dello scorso anno. Un’evoluzione poco confortante che si manifesta anche in una contrazione dell’impiego (-0,9% su base annua), reputato eccessivo dal 14% degli intervistati, adeguato dall’82% ed insufficiente dal 4%. In tale contesto, un terzo dei commercianti lamenta una riduzione degli utili trimestrali a cospetto del 17% che lo dichiara in aumento, e la situazione degli affari risulta insoddisfacente per il 31% degli interpellati, né buona né cattiva per il 57% e buona per il 12%. Le prospettive espresse dagli operatori indicano per i prossimi tre mesi una cifra d’affari stabile e nuovi ridimensionamenti dell’organico; a sei mesi un ulteriore  peggioramento dell’andamento degli affari.

Negozi piccoli

La piccola distribuzione ticinese seguita a navigare in acque burrascose. Le nuove  contrazioni della cifra d’affari segnate a maggio (-1,4% su base annua) e a giugno (-6,4%) fan passare in sordina il sorprendente incremento registrato ad aprile (+5,6%). Dinamica caratterizzata da insistenti e pesanti riduzioni sia dell’afflusso di clienti che del quantitativo di vendite trimestrali (saldi di giugno a -42 rispettivamente -47). Il volume delle scorte, giudicato adeguato da 9 commercianti su 10, diminuisce leggermente, mentre l’impiego, ritenuto complessivamente ad un livello adeguato, registra una lieve flessione (-0,3% rispetto a dodici mesi prima). Queste circostanze determinano per il 39% degli intervistati una contrazione degli utili trimestrali (a fronte del 7% che ne dichiara un aumento) e un giudizio negativo relativamente alla situazione degli affari: insoddisfacente per il 41% degli interpellati, né buona né cattiva per il 51% e buona per l’8%. Le prospettive degli operatori mostrano un cielo ancora grigio. Per il terzo trimestre dell’anno si attendono nuove diminuzioni della cifra d’affari e dell’impiego, ed un ulteriore peggioramento dell’andamento degli affari per la fine dell’anno.

Negozi medi o grandi

Nel secondo trimestre dell’anno, migliora la situazione delle superfici commerciali di media e grande dimensione, che si rialzano dopo lo scivolone di inizio anno. Il sottocomparto accusa ancora qualche acciacco soprattutto sul fronte della cifra d’affari: negativa sia a maggio (-1,4%) che a giugno (-2,1%) nonostante il dato positivo di aprile (+2,0%). Tuttavia, segnali incoraggianti arrivano dai ritrovati impulsi positivi provenienti dall’afflusso di clienti e dai quantitativi di vendite trimestrali che riprendono a crescere dopo il passo falso accusato nei primi tre mesi dell’anno. Il volume di scorte, giudicato generalmente eccessivo, è in aumento rispetto ai valori dello scorso anno; giudizio analogo anche per l’organico. Il quadro più confortante del sottocomparto si riflette sia negli utili trimestrali, che tornano  moderatamente ad aumentare (saldo a +13), che nella situazione degli affari, la cui valutazione complessiva si ripresenta positiva (saldo di luglio a +19). In prospettiva i negozianti permangono ottimisti e annunciano a tre mesi una stabilità degli acquisti di prodotti e un aumento dell’impiego, e a sei mesi un continuo miglioramento dell’andamento degli affari. Prospettive che andranno verificate nei prossimi mesi alla luce delle attuali tensioni sui mercati valutari.

L’opinione del vice presidente della Federcommercio ticinese Paolo Poretti

Ancora un semestre abbastanza difficile per il commercio al dettaglio ticinese. Se da un lato sembra che la grande distribuzione abbia superato il calo registrato durante il primo trimestre dell’anno, dall’altro lato i piccoli negozi continuano a soffrire la debole domanda del mercato. Purtroppo negli ultimi mesi si è fatto sempre più pesante l’apprezzamento del franco nei confronti dell’euro. Questo comporta una forte perdita di concorrenzialità del commercio al dettaglio locale nei confronti di quello d’oltre confine. Il commerciante si trova nella scomoda posizione di essere confrontato con i prezzi della concorrenza che tendono a scendere a seguito dell’andamento dei cambi, con prezzi all’acquisto non sempre adattati alla nuova situazione da parte degli importatori o dei fabbricanti, e con costi di affitto e di gestione che non calano. Trovare i giusti equilibri per poter sopravvivere in queste condizioni diventa sempre più complicato, e se la situazione non si stabilizzerà i prossimi mesi saranno sicuramente molto difficili.

com

 

Articoli correlati:

  1. La chiusura domenicale dei negozi ticinesi
  2. Ticino: avvisaglie di crisi nella costruzione
  3. Commercio al dettaglio ticinese in picchiata
  4. Quattro giorni di aperture prenatalizie dei negozi ticinesi
  5. Commerci ticinesi in crisi!
  6. Franco forte e crisi economica: grido d’allarme delle industrie ticinesi
  7. Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
  8. Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
  9. Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
  10. Svizzera in crisi : foglio di via per i frontalieri

 

  • 5 sensi varese

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.

  • caffé