Il pieno? Meglio farlo in Italia
In pochi mesi la situazione si è completamente rovesciata. Il turismo del pieno non è più italiano. Ora sono i ticinesi che varcano il confine per fare rifornimento di benzina e diesel. La forza del franco sta facendo anche questo e i distributori ticinesi cominciano a preoccuparsi. Il contraccolpo ci sarà anche per i molti impiegati delle stazioni di benzina e degli annessi bar e shop. Per la maggior parte si tratta di frontalieri.
Per anni sono stati i distributori lombardi a lamentarsi. I frontalieri ma non solo, approfittando della forza dell’euro e di accise esagerate nel loro paese, trovavano in Ticino il modo di rifornirsi di carburante a prezzi concorrenziali. Nemmeno la tessera sconto, per chi abita nei pressi della frontiera, riusciva, in certi periodi, a reggere il confronto.
Ora tutto questo è cambiato. La forza del franco che ogni giorno si rivaluta sull’euro, ha reso il carburante italiano estremamente interessante. Tanto che oggi sono i ticinesi che oltre a fare la spesa vanno oltre frontiera per il rifornimento di benzina. Una situazione che sta preoccupando il settore petrolifero cantonale confrontato con una situazione a cui non era più abituato. Rocco Cattaneo, amministratore delegato della Citycarburoil di Rivera, sentito dai quotidiani locali, afferma che “la situazione si sta facendo critica”. Infatti, negli ultimi giorni, la differenza di prezzo al litro si è fissata mediamente attorno ai 10-15 centesimi di euro. Per i distributori ticinesi, la scomparsa dei turisti del pieno significa non solo una perdita sulle vendite di carburante ma anche su tutto l’indotto offerto negli annessi bar e shop.
Insomma, se nei decenni scorsi era la svalutazione competitiva della Lira a procurare i maggiori fastidi ai petrolieri ticinesi, ora è l’euro che da moneta solida sta diventando carta straccia.
Un dettaglio che pochi dicono è che la crisi della benzina, in Ticino, non fa soffrire solo i distributori ma tutti coloro che lavorano nel settore compreso i molti frontalieri.
Mario Besani
Articoli correlati:
- Fare il pieno di benzina costa di più che riempirsi la pancia
- Sconti benzina: il governo dice no!
- Benzinai: come ti annuncio lo sciopero senza, forse, farlo!
- Benzina a € 1,80! In linea il calcolatore per i pendolari del pieno
- Carburanti: non c’è pace per l’automobilista
- Carta sconto: la Regione disposta a rivederla
- Turisti del pieno: ci risiamo!
- Italia: la spesa per il pieno sorpassa quella per il cibo
- Benzina: solo la Slovenia batte la convenienza svizzera
- Il pieno in Svizzera non conviene più, eppure…














