Fortemente inquinato il lago di Como
Lo afferma il bilancio dei prelievi effettuati dalla Goletta dei Laghi di Legambiente, la più importante associazione ambientalista italiana. L’operazione, con la quale si vuole mettere in luce lo stato di salute dei maggiori bacini lacustri italiani, ha rilevato 41 punti critici. Tra questi, 32 sono risultati fortemente inquinati, cioè con una concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite concesso dalla legge.
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Ancora una volta il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra. Durante il suo viaggio, l’associazione ambientalista ha toccato 6 regioni e 10 laghi alla ricerca delle minacce per la salute dei maggiori specchi d’acqua.
I luoghi a rischio individuati sulla sponda lombarda del lago Maggiore sono cinque: la foce del torrente Acquanegra a Ispra, del Boesio a Laveno Mombello, la roggia di via Pertini ad Angera, del Bardello a Brebbia e la foce del torrente Monvallina a Monvalle.
Il Ceresio è risultato inquinato presso la foce del Telo a Osteno, presso lo scarico del lungolago Ungheria a Lavena Ponte Tresa e alla foce del Riso Bolletta a Porto Ceresio.
Nella maggior parte dei casi, spiegano i responsabili dell’associazione ambientalista, ad inquinare il lago sono torrenti e scarichi non depurati. “Nel caso di Acquanegra, Bardello, Boesio e Monvallina – spiega Barbara Maggetto, portavoce della Goletta nel Varesotto – i corsi ricevono acque non depurate nei comuni dell’entroterra e scaricano poi a lago delle forti cariche inquinanti».
Conquista anche quest’anno la maglia nera per l’inquinamento il lago di Como, che con l’irrisolto deficit di depurazione, si conferma il bacino lacustre con più criticità: 12 punti inquinati, in media 1 ogni 14 km di costa. Preoccupante anche la situazione dell’alto lago d’Iseo, con 5 punti critici, mediamente 1 ogni 12 km, su cui continua a pesare la quasi totale assenza di depurazione della Valcamonica. Segue il lago di Garda con 11 punti critici, in media 1 ogni 15 km e chiude la classifica il lago Maggiore con falle nel sistema di depurazione individuate in 7 punti, 1 ogni 24 km di lungolago. Mentre sono tre i punti critici riscontrati sul tratto italiano del lago di Lugano e sul lago di Bolsena nel Lazio.
Le sponde svizzere dei laghi insubrici, secondo i dati raccolti dal Laboratorio cantonale ticinese, risultano balneabili. Il laboratorio analizza i prelievi effettuati nelle acque antistanti le spiagge attrezzate per la balneazione.
Red./Comunicati
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