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Comuni Lombardi in piazza contro i tagli!

17 agosto 2011 – 15:42Nessun Commento

Mauro Guerra

Contro lo stralcio anche dei 46 comuni comaschi proposto dal Governo italiano, i Sindaci e gli Amministratori locali sono pronti a scendere in piazza il 29 agosto a Milano. L’iniziativa è anticipata da Mauro Guerra, coordinatore della consulta piccoli Comuni dell’Associazione nazionale comuni italiani e dalla stessa Anci Lombarda.

I Sindaci e gli amministratori dei comuni lombardi scenderanno in piazza a Milano il prossimo 29 agosto per chiedere lo stralcio, dal decreto sulla manovra del 13 agosto, dell’articolo per la riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica nei piccoli comuni. L’iniziativa è stata comunicata oggi dalla stessa Anci in un comunicato che riportiamo in calce.

Mauro Guerra, da parte sua, chiede soprattutto un passo avanti della Provincia di Como, sollecitata a farsi sin da subito esplicitare le indicazioni del territorio e spalleggiare unioni o fusioni. Per Guerra, la discussione sui piccoli comuni deve partire da un’altra ottica, non tanto come ridurre i costi della democrazia rappresentativa, decisamente relativi, ma in quale modo offrire ai cittadini servizi adeguati.

Guerra, inoltre, ha recentemente ricordato come “in Italia i Comuni sono 8.092, in Germania sono 12.104, in Francia 36.682 di cui il 90% con meno di 2.000 abitanti, in Spagna 8.116, in Austria 2.357 con 8 milioni di abitanti, in Svizzera, che ha meno abitanti della Lombardia che ha 1500 Comuni, i Comuni sono 2.516. Vogliamo dire quindi che Germania, Austria, Svizzera, Francia, sono Paesi con sprechi e inefficienze nella Pubblica Amministrazione solo perché hanno molti Comuni?”

Ecco il testo completo del comunicato Anci Lombardia:

Il 29 agosto tutti a Milano! Facciamo appello a Sindaci ed amministratori di tutti i piccoli Comuni, e non solo di essi. E’ il momento della massima mobilitazione perchè sia fermata la manovra che porterebbe all’eliminazione di giunte e consigli comunali in quasi 2000 comuni italiani con meno di 1000 abitanti ed alla loro sostanziale sparizione.
Devono uscire dalla manovra anche le norme che riducono il numero dei consiglieri negli altri piccoli comuni, sino a rendere praticamente inutili e ingestibili i consigli, e sino ad infliggere un colpo mortale ad una straordinaria rete di partecipazione democratica, di volontariato civico, di impegno per la propria comunità, per la sua coesione sociale, per la promozione ed il sostegno al suo sviluppo.
Il tutto vergognosamente contrabbandato come taglio virtuoso ai costi della politica ed alla casta.
E’ un’offesa intollerabile per migliaia di amministratori di piccoli comuni i cui ruoli di consiglieri comunali (17 euro lorde a seduta per 3-4 consigli all’anno, e che spesso vengono lasciate nelle casse dei comuni o devolute in assistenza) e di assessori (nei comuni sotto i mille abitanti l’indennità di un assessore arriva alla esorbitante cifra massima di 130 euro lorde al mese, quando percepita), vengono indicati come uno dei piatti forti dei tagli ai costi della politica. Indennità che spesso non vengono neppure percepite o che risultano ulteriormente dimezzate quando l’amministratore, come nella maggioranza dei casi per i piccoli comuni, è un lavoratore dipendente. Sono queste le 54.000 poltrone che si tagliano?
I consiglieri, gli assessori e i sindaci dei piccoli comuni, con quelle indennità, senza rimborsi spese, sono in realtà dei volontari della partecipazione democratica e dell’impegno civile e sociale di questo Paese. Il loro ufficio spesso è la piazza del paese.
Sono misure che non producono risparmi, ma impedirebbero ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti e incidono sui servizi per i quali i Comuni avevano già avviato un processo di gestione associata.
Si tratta di tagli alla democrazia, si tratta di nascondere dietro la cortina fumogena delle 54.000 poltrone eliminate i pesanti e tagli ai trasferimenti di tutti i Comuni, che si sommano a quelli di questi anni e di luglio, e che mettono a rischio l’erogazione di servizi essenziali e diritti fondamentali dei cittadini.
Ora basta! Contro manovre improvvisate che non producono risparmi ma possono provocare disastri territoriali e sociali, rilanciamo invece la nostra proposta di una normativa seria, coerente, partecipata, di sostegno  e diffusione in tutti i piccoli Comuni della gestione associata delle funzioni e dei servizi attraverso gli strumenti delle convenzioni e delle Unioni di Comuni. Per garantire servizi adeguati e migliori ai nostri cittadini ed alle nostre comunità, per rendere più efficiente ed efficace l’attività amministrativa. Per contribuire seriamente a risanare il Paese in questo momento drammatico, rilanciandone le possibilità di crescita e di sviluppo economico, sociale e civile.
La mobilitazione di Milano sarà preceduta da manifestazioni regionali. Già annunciate quelle di Piemonte (il 22 a Torino), Toscana, Campania.

 

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