Alptransit: l’Italia non ha fretta…

Nel tunnel del San Gottardo sono già iniziati i lavori di posa dei binari. L'apertura della Galleria è prevista già entro il 2016 con un anno di anticipo sulle previsioni. (foto Alptransit SA)
Se la collaborazione regionale con TILO sembra funzionare bene fra Ticino e Lombardia, sul fronte del traffico internazionale le cose stanno diversamente. Infatti, mentre il direttore generale delle Ferrovie federali svizzere (FFS) Andreas Mayer gongola annunciando che la nuova linea di base del San Gottardo sarà aperta un anno prima del previsto, gli omologhi italiani promettono che si faranno trovare pronti all’ appuntamento. Tuttavia, per il momento ma non ci sarà nessun raddoppio della linea Chiasso-Monza. Un’opera concordata a suo tempo fra i due paesi e ritenuta fondamentale per assicurare lo sbocco dell’alta velocità elvetica verso sud. Tuttavia, le reticenze dell’Italia, non sono ingiustificate.
17 miliardi di franchi. Tanto costerà al contribuente svizzero la linea ferroviaria veloce attraverso il paese. Un’opera faraonica: solo il tunnel di base del San Gottardo, di 57 chilometri, è il più lungo del mondo. Ma gli svizzeri possono inorgoglirsi anche per il fatto che il nuovo collegamento sarà operativo, almeno parzialmente, già a partire dalla fine del 2016, un anno prima del previsto. Tanto zelo contrasta, comunque, con quanto sta avvenendo nei paesi vicini. In Germania, ad esempio, il collegamento oltre Basilea è contrastato dagli ecologisti ma è anche ritardato dalla mancanza di finanziamenti da parte del governo federale e di quelli regionali.
Niente nuova linea Chiasso-Monza
In Lombardia, la situazione è analoga: la cronica mancanza di mezzi finanziari sta mettendo a rischio la costruzione dei quattro binari previsti da Chiasso a Monza e questo nonostante gli accordi vigenti fra Berna e Roma. Ieri, il direttore delle FFS Andreas Mayer e l’AD delle ferrovie italiane, Mario Moretti, si sono ritrovati in Ticino per fare il punto sui lavori di Alptransit. Proprio in questa occasione, Moretti ha ribadito che l’Italia, all’apertura della linea del San Gottardo, si farà trovare pronta, migliorando l’attuale tratta ma escludendo investimenti particolari a partire da Chiasso. Un pugno nello stomaco per Mayer che però non arriva inatteso. Moretti, e non è la prima volta, fa capire che non si può pretendere dal suo paese ciò che la stessa Svizzera ha lasciato a metà. Infatti, la linea a sud di Lugano, anche con Alptransit, continuerà a essere quella attuale: una linea del secolo scorso, a due binari, inadatta all’alta velocità. Perché l’Italia dovrebbe investire milioni per connettersi a una linea regionale per di più superata come la Lugano-Chiasso?
Mario Besani
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