10′000 posti a rischio nel settore bancario
Sono 10’000 i posti di lavoro a rischio nelle banche svizzere: lo affermano esponenti del mondo bancario interpellati dal settimanale di Zurigo “Sonntagszeitung”. Dopo i tagli occupazionali annunciati dall’Unione di banche Svizzere e dal Credit Suisse la scorsa settimana, nelle prossime settimane toccherà alle filiali delle banche estere annunciare misure di risparmio.
La crisi finanziaria e i crescenti limiti posti al segreto bancario stanno intaccando i margini di guadagno del settore bancario, che fino ad ora ha potuto approfittare di una situazione privilegiata. “I margini di guadagno si contraggono sia nel campo dei crediti che in quello dell’amministrazione patrimoniale,” afferma Thomas Vettinger, consulente aziendale a Zurigo.
Le convenzioni fiscali concluse con la Germania e la Gran Bretagna, se da una parte permetteranno alle banche svizzere di meglio operare sui mercati europei, dall’altra comportano anche notevoli costi: oltre al mezzo miliardo di tasse arretrate da versare quando entreranno in vigore gli accordi, ogni anno andrà versato ai paesi firmatari un quarto del reddito delle somme depositate, contribuendo ad un ulteriore diminuzione dei capitali affidati alle banche svizzere.
I rendimenti del settore bancario risentono anche delle conseguenze negative del rafforzamento delle quotazioni del franco svizzero. Buona parte dei fondi dei clienti stranieri sono in valuta estera. Con la contrazione delle quotazioni di queste valute si riduce anche il valore delle somme amministrate, comprimendo le commissioni addebitate ai clienti.
Le banche che si occupano prevalentemente di amministrazione di fondi neri sono quelle che secondo gli specialisti si troveranno a dover affrontare i problemi più gravi. In generale il settore bancario dovrà rivedere il proprio modello produttivo, ispirandosi a quanto le assicurazioni hanno già fartto 10 anni fa.
Lo afferma – sempre nell’articolo della Sonntagszeitung – Claudio Segovia, ricercatore presso l’Istituto di ricerche congiunturali di Basilea. “Con 250mila franchi di valore aggiunto per impiegato, le banche sono nettamente più improduttive delle assicurazioni, che per impiegato riescono a generare un valore aggiunto di 350mila franchi.”
Red.
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