Severe condanne per gli ecoterroristi
I giudici del Tribunale penale federale di Bellinzona hanno accolto pienamente le tesi dell’accusa, condannando i tre membri del gruppo anarchico – due italiani e uno svizzero – a pene da tre anni e quattro mesi a tre anni e otto mesi di carcere, addirittura superiori a quelle richieste dal procuratore federale.
Il trio è stato riconosciuto colpevole di un tentativo di attentato al cantiere del nuovo centro di ricerca sulle nanotecnologie dell’IBM a Rüschlikon, nel Canton Zurigo. Solo un casuale controllo della polizia avrebbe permesso di fermare il progetto. Nella loro macchina, gli inquirenti hanno trovato, oltre ai volantini di rivendicazione, anche 476 grammi di esplosivo e altro materiale utile alla detonazione.
Il tribunale non ha preso in considerazione gli argomenti della difesa, che ha soprattutto sottolineato come il materiale esplosivo trovato nella macchina degli imputati non fosse idoneo a provocare un attentato di grande entità. Il fatto che i tre giovani condannati a Bellinzona siano membri di un gruppo anarchico con ramificazioni internazionali, che ha rivendicato diversi attentati di solidarietà, fra cui le lettere-bomba all’ambasciata svizzera a Roma a fine 2010 e alla sede di Swissnuclear a Olten nel marzo 2011, non ha sicuramente giovato agli accusati.
La difesa aveva richiesto l’assoluzione, esprimendo anche dei dubbi sulle modalità dell’arresto. Sembra infatti che i tre anarchici fossero sorvegliati. La sentenza è stata accolta dalle proteste dei simpatizzanti degli accusati, che hanno lanciato oggetti contro gli agenti di guardia davanti alla sede del Tribunale penale federale.
Red.
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