Ristorni: assolto il governo ticinese
La decisione del governo del Canton Ticino di bloccare il 50% dei ristorni fiscali dovuti ai Comuni italiani non presenta elementi di rilevanza penale. Lo ha deciso il Ministero pubblico di Lugano, chiamato ad esprimersi da una segnalazione di un privato cittadino. La decisione è stata resa nota stamane dalla Magistratura.
La procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, a cui era stato affidato l’esame della segnalazione, non ha ravvisato nella decisione del governo “alcun elemento suscettibile di essere ritenuto di rilevanza penale a carico dei tre membri dell’Esecutivo cantonale”, come precisa il comunicato pubblicato stamane.
Il reato ipotizzato era quello di abuso di autorità. Secondo l’art. 312 del Codice penale svizzero, questo reato si verifica se i membri di una autorità od i funzionari abusano della loro carica per procurare a sé o agli altri un indebito profitto o per procurare danno ad altri.
In merito il Ministero pubblico rileva che “sfugge dove stia nel caso concreto l’abuso di potere. Non risulta infatti che da parte dei Consiglieri di Stato sia stata commessa violenza, così come non si può parlare di coercizione. Parimenti non è dato sapere, sempre nel caso concreto, dove sia il fine (come la norma penale prevede) di procurare a sè o ad altri un indebito profitto o di recar danno altrui”.
“I denunciati – afferma il magistrato - risolvendo per il pagamento immediato della metà dei ristorni e per un versamento provvisorio dell’altra metà su un conto vincolato, non hanno abusato dei poteri della loro carica (…). Nel comportamento dei denunciati non sono ravvisabili né dal profilo oggettivo, né da quello soggettivo elementi per ritenere dati i presupposti del reato ipotizzato”.
Per concludere, la motivazione della decisione di non luogo a procedere rileva che si è trattato di una decisione politica di esclusiva competenza del consiglio di Stato “che sfugge, per il principio della separazione dei poteri, alla valutazione delle Autorità giudiziarie”.
Mentre il Consiglio di Stato ha preso atto con soddisfazione del tempestivo decreto di non luogo a procedere, l’autore della denuncia – secondo quanto riferisce Ticinonews.ch si tratta di Alberto Di Stefano – ha annunciato di voler far ricorso alla Camera dei ricorsi penali.
Red.
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