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Ristorni: accuse del Partito democratico

11 luglio 2011 – 09:34Nessun Commento

Con una campagna di manifesti su cui campeggiano le foto di Umberto Bossi e Giuliano Bignasca assieme alla scritta “Attenti a quei due”, il Partito democratico delle province di Como e di Varese accusa la Lega Nord e la Lega dei Ticinesi di complicità sulla questione dei ristorni.

Secondo i promotori della campagna la condiscendenza della Lega Nord nei confronti dei cugini ticinesi ha incoraggiato il governo ticinese a congelare il 50% dei ristorni delle imposte prelevate ai frontalieri dovute ai comuni italiani di frontiera. Il Pd non sembra credere alle promesse di una imminente soluzione del problema, per esempio attraverso una rapida cancellazione della Svizzera dalla black list italiana dei paradisi fiscali, come ha preannunciato il capogruppo della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni.

“Come ben denuncia il nostro manifesto – ha affermato il consigliere regionale del PD Stefano Tosi – le principali responsabilità politiche di questa situazione sono da imputare alla Lega Nord e alla Lega dei Ticinesi che hanno fatto un pericoloso gioco delle parti, mettendo in seria difficoltà la possibilità di rapporti transazionali distesi e costruttivi, anche se il governo italiano ha commesso dei gravi errori in passato come estendere lo scudo fiscale ai frontalieri. Ora chiediamo a tutte le forze di governo di esprimere una posizione unitaria”.

Per evitare che i comuni italiani di frontiera si trovino in difficoltà, il PD chiede l’istituzione di un fondo di garanzia a tutela dei comuni di confine. «Noi, intanto, incontreremo i partiti ticinesi per contestualizzare meglio il problema – spiega Luca Gaffuri, capogruppo PD nel Consiglio Regionale della Lombardia. “Siamo alla vigilia del federalismo fiscale: se non si trova una soluzione i comuni di frontiera rischiano di non riuscire a chiudere i prossimi bilanci».

Intanto per il 25 luglio prossimo è stata convocata a Varese un’assemblea a cui saranno invitati non solo tutti gli amministratori dei comuni interessati, ma anche i parlamentari e i consiglieri regionali con lo scopo di elaborare un documento condiviso.

Red./Comunicati

 

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