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Ecoterroristi italiani a giudizio in Svizzera

19 luglio 2011 – 13:41Nessun Commento

Il giardino antistante il centro di ricerca IBM a Rüschlikon (ZH) obbiettivo presunto degli eco-terroristi a processo a Bellinzona

E’ iniziato stamattina presso l’aula del tribunale penale federale di Bellinzona il processo a carico di tre presunti ecoterroristi, (due italiani e uno svizzero) fermati nell’aprile del 2010 perché sospettati di volere compiere un attentato contro il cantiere del nuovo centro di ricerca della IBM a Rüschlikon,nei pressi di Zurigo. Manifestazioni di protesta davanti al tribunale da parte degli anarchici.

Due bergamaschi e un ticinese residente in Italia, sono da stamattina sotto processo al tribunale penale di Bellinzona. Dovranno rispondere di atti preparatori punibili, d’incendio intenzionale, occultamento e trasporto di materie esplosive e commercio non autorizzato di esplosivi.

I tre – i bergamaschi Silvia Guerini 29 anni, Costantino Ragusa, 33 anni il ticinese Luca (Billy) Bernasconi – erano stati fermati il 15 aprile dell’anno scorso, durante un controllo stradale ad Albis. Nell’automobile erano stati rinvenuti e sequestrati esplosivi e altri oggetti che potevano servire per un attentato. La passeggera portava su di sé due cariche di esplosivo per un peso complessivo di 476 grammi.

La polizia li ha trovati in possesso dei componenti necessari per fabbricare un cosiddetto “dispositivo esplosivo ed incendiario non convenzionale”. Inoltre nell’auto sono state scoperte 31 lettere di rivendicazione in lingua tedesca, nella quale il gruppo “Elf – Switzerland earth liberation front” rivendicava un attentato con esplosivo contro il cantiere del nuovo centro di ricerca Ibm, a Rüschlikon, nei pressi di Zurigo.

Silvia Guerini, 29 anni, era già stata arrestata nel 2001 e poi assolta in Cassazione lo scorso anno per l’incendio a un ripetitore televisivo sulla Maresana. Costantino (Costa) Ragusa, 33 anni, uno dei leader del “Silvestre”, gruppo anarco-ecologista con sede prima a Pisa e poi a Ivrea. Luca (Billy) Bernasconi, 26 anni, agricoltore come Costa, originario di Castel San Pietro, era stato fermato nel 2007 dalla polizia ticinese per atti vandalici. Aveva, infatti, imbrattato le pareti esterne del consolato italiano di Lugano con delle scritte inneggiati ad alcuni attivisti di estrema sinistra incarcerati in Italia.

Secondo le indagini della polizia svizzera i tre, provenienti da Bergamo, erano entrati in Svizzera separatamente e l’esplosivo era stato probabilmente fatto passare illegalmente da Brissago. Poi avevano poi noleggiato un’auto e si erano diretti verso Zurigo per compiere l’attentato.

Una lunga scia di attentati

Dopo l’arresto dei tre, nella primavera del 2010, vi sono stati diversi attentati con pacchi bomba in Svizzera, Italia e Grecia, tutti firmati dal Fai (la Federazione anarchica informale). Il 26 dicembre scorso, un ordigno era esploso presso l’ambasciata di Svizzera a Roma, ferendo gravemente un commesso. Lo stesso giorno, attentati analoghi erano avvenuti presso le missioni diplomatiche cilena e greca, sempre a Roma. Il 30 marzo 2011, un militare aveva perso le dita di una mano dopo essere stato colpito da una lettera-bomba recapitata presso una caserma di Livorno. Lo stesso giorno, il direttore di un carcere greco, giorno, era invece sfuggito di misura a un attentato. Il giorno dopo, il 31 marzo, una bomba aveva ferito due segretarie impiegate presso Swissnuclear (l’associazione cappello delle aziende nucleari svizzere) a Olten.

Manifestazioni di sostegno

Stamattina, davanti al tribunale di Bellinzona, si sono dati appuntamento una cinquantina di anarchici. Alcuni arrivati anche dall’Italia. La polizia ticinese ha proceduto ad accurati controlli. Il gruppo di simpatizzanti ha innalzato striscioni a sostegno dei tre imputati.

Sentenza attesa per venerdì

Malgrado la gravità delle accuse, il processo dovrebbe cocludersi celermente. Infatti, la sentenza per i tre presunti ecoterroristi: Silvia Guerini, Costantino Ragusa, e il ticinese Luca Bernasconi, è attesa per venerdì prossimo.

Mario Besani

 

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  • 5 sensi varese

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