Cattaneo: nessun ricatto!
Raffaele Cattaneo, assessore alle infrastruttura e mobilità della Regione Lombardia, non ammette ricatti. Dopo la decisione del governo ticinese, ieri, di congelare la metà dei ristorni dei frontalieri, in un incontro, avvenuto stamattina a Ghirla di Valganna fra gli amministratori e politici locali, Cattaneo ha ribadito che la Regione non starà con le mani in mano.
“Questa è una decisione sbagliata che va immediatamente revocata: gli accordi internazionali si rispettano e non si possono modificare unilateralmente”. Lo ha detto, stamattina a Ghirla di Valganna (in provincia di Varese) l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo in occasione di un incontro urgente convocato dai sindaci e dai politici della fascia di frontiera. ”La prima richiesta – ha proseguito Cattaneo – è che questa decisione venga ritirata, si ricostituisca il tavolo e si rafforzino i rapporti diplomatici per cercare insieme una soluzione immediata e concreta per risolvere i problemi che ci sono”.
Tra le difficoltà nei rapporti italo-svizzeri, Cattaneo, che ieri aveva scritto una lettera ufficiale di protesta al Consigliere di Stato ticinese Marco Borradori, ha ammesso che l’inserimento della Confederazione elvetica nella famosa “black list” italiana, ha contribuito a fare degenerare la situazione.
“Certamente la Svizzera non è come le Isole Cayman e non può essere trattata come tale – ha aggiunto Cattaneo – ma se qualcuno pensa che staremo con le mani in mano, si sbaglia di grosso. In Lombardia sapremo far valere le nostre ragioni”. Cattaneo ha detto senza mezzi termini che l’Italia e la Lombardia in particolare dispongono di molte frecce per il loro arco a cominciare dai progetti infrastrutturali comuni come il collegamento ferroviario Arcisate-Stabio, attualmente in costruzione, ma anche i servizi ferroviari TILO e di navigazione che la Lombardia gestisce anche in territorio elvetico”. ”Non voglio questa deriva in cui prevale la logica del ricatto – ha concluso Cattaneo- e non auspico certamente un’escalation di ritorsioni che non farà bene a nessuno, né all’Italia né alla Svizzera, ma segnalo agli amici ticinesi che qui non siamo disposti a stare a questo gioco”.
Incontro ad alto livello
Intanto, la prossima settimana, il ministro degli esteri Franco Frattini, dovrebbe convocare un tavolo bilaterale fra Italia e Svizzera, riunendo diplomatici e funzionari ai massimi livelli. L’intenzione sarebbe quella di accelerare le trattative per giungere -finalmente- alla ridefinizione dell’accordo del 1974 contro la doppia imposizione e possibilmente togliere la Svizzera dalla “black list” stilata dal ministro dell’economia Giulio Tremonti.
Mario Besani
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