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Nucleare: la Svizzera fuori dall’ atomo…forse

20 marzo 2011 – 19:17Nessun Commento

(cc Jgaray)

Il 74% degli svizzeri è contro la costruzione di nuove centrali nucleari.E’ quanto emerge da un sondaggio compiuto questa settimana su un campione di oltre 500 persone. All’indomani del grave incidente alla centrale di Fukushima in Giappone, gli elvetici sono dunque sempre più scettici sull’atomo. Anche le grandi aziende che gestiscono gli attuali 5 impianti in funzione e ne progettano altri tre sono consci che per il momento qualsiasi sviluppo ulteriore del nucleare è impossibile. Tuttavia, le risorse energetiche alternative sono ancora troppo scarse e anch’esse sotto scacco di ambientalisti e sinistra.

L’energia atomica non piace più agli svizzeri. Il grave incidente nella centrale giapponese di Fukushima, sembra avere diffuso un profondo senso di timore verso il nucleare. Se il 74% del campione interpellato si è espresso contro la costruzione di nuovi impianti, l’87% di questi ha addirittura chiesto l’uscita immediata o a medio termine dal nucleare.

Un duro segnale per la lobby nucleare

Per la lobby dell’atomo, questo sondaggio, frustra, per il momento, qualsiasi iniziativa volta a costruire tre nuovi impianti, già in avanzato stato di progettazione e in attesa dell’autorizzazione. Heinz Karrer, patron di Axpo, una delle grandi aziende elettriche svizzere, ammette che lo shock “giapponese” è stato forte e esclude che in tempi brevi si possano realizzare, nuove centrali. Karrer rileva tuttavia che il contributo dell’atomo all’approvvigionamento energetico del paese è irrinunciabile. Urs Gasche, presidente della BKW, l’azienda energetica del Canton Berna, è ancora più pessimista: “venuto meno il sostegno popolare, dovremo pianificare, appena possibile, l’abbandono dell’atomo”.

Sostituire l’atomo, ma come?

Sostituire l’atomo non sarebbe comunque una cosa semplice. La ministra elvetica dell’energia, Doris Leuthard, che in settimana aveva sospeso tutte le procedure autorizzative per la costruzione di nuovi impianti, ha precisato che in Svizzera, l’energia nucleare, rappresenta il 40% del fabbisogno, mentre le rinnovabili assicurano appena il 6% del totale. Quintuplicarne la produzione implica “sforzi ingenti”. “Non dico che sia impossibile -ha detto la Leuthard- ma si andrà verso una stagione di conflitti”. La ministra ha fatto allusione, in particolare, all’opposizione degli ecologisti e della sinistra anche alla costruzione di nuovi impianti idroelettrici e eolici.

La signora Leuthard ha comunque ammesso che malgrado la Svizzera possa vantare 40 anni di esperienza con il nucleare, un terremoto di magnitudo  7 sulla scala Richter potrebbe avere gravi conseguenze per il paese.

Mario Besani

 

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