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Iva sulle esportazioni dalla Svizzera verso l’Italia

17 dicembre 2010 – 15:10Nessun Commento

È vero che quando si esportano merci in Italia, l’acquirente italiano non deve pagare l’Iva?

L’operatore svizzero che vende beni a soggetto passivo IVA residente in Italia, limitandosi ad esportare la merce dalla Svizzera, non applica alcuna IVA (né italiana, né svizzera).

L’operatore italiano può importare, anche tramite spedizioniere, beni dalla Svizzera, versando regolarmente in dogana italiana i dazi, se dovuti e l’IVA con le aliquote gravanti sui beni importati. A volte è la stessa società svizzera che facilita il proprio cliente italiano anticipando di propria tasca l’IVA richiesta dall’Agenzia delle Dogane italiana, provvedendo successivamente a farsi rimborsare quanto già anticipato. Questo sistema, alquanto usato dalle società svizzere, ha tuttavia come aspetto negativo l’impegno di capitali a volte rilevanti solo per le anticipazioni di IVA.

L’operatore svizzero a sua volta può però importare i beni in un “deposito IVA” italiano. Questo modo di procedere sta incontrando, un crescente interesse da parte di operatori svizzeri poiché, così facendo, l’operatore svizzero potrà fornire al proprio cliente italiano beni senza applicazione di IVA italiana in importazione, con conseguente maggior facilità di vendita dei propri prodotti. Tra l’altro detta possibilità mette l’operatore svizzero in netto vantaggio commerciale sull’eventuale concorrente italiano.

Riteniamo opportuno approfondire la tematica con alcuni dettagli. L’operatore svizzero deve dapprima identificarsi in Italia mediante la nomina del rappresentante fiscale, acquisendo quindi una partita IVA italiana. Al passaggio dalla dogana italiana la merce è gravata dei soli dazi, se dovuti, (tecnicamente si definisce questo momento come “immissione in libera pratica” del bene) ed è inviata al magazzino IVA prestabilito. Vale la pena di sottolineare che i magazzini IVA italiani nella zona di confine con la Svizzera sono parecchi e che i costi dell’operazione di invio della merce al magazzino IVA sono veramente minimi.

Una volta che la merce è entrata nel magazzino IVA l’operatore svizzero, tramite il proprio rappresentante fiscale , può estrarre i suddetti beni, senza pagamento di IVA, mediante un apposito documento (autofattura).

A questo punto la società svizzera, sempre tramite il proprio rappresentante fiscale, può vendere i suddetti beni nuovamente senza applicazione dell’IVA italiana a soggetti passivi IVA italiani o a soggetti passivi UE.

(ringraziamo lo studio fiscale Giorgio Rizzi, Milano, studiorizzigiorgio@virgilio.it e lo studio Lamoni, Garcia-Arjona, Lugano, bernardo.lamoni@lgatax.com per la consulenza)

 

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