“Semi-proroga” per la dichiarazione volontaria

Anche i frontalieri in balia dell'Agenzia delle entrate?

La proroga auspicata per l’adesione alla “voluntary disclosure” non è arrivata, ma l’Agenzia delle entrate ha modificato i termini di trasmissione della documentazione della procedura di collaborazione volontaria per l’emersione ed il rientro di capitali non dichiarati. I contribuenti hanno ora 30 giorni dalla presentazione dell’istanza di adesione per presentare la documentazione.

Non si tratta di quindi di una proroga vera e propria, ma semplicemente si offre a chi vuole regolarizzare la propria posizione 30 giorni in più per inoltrare la documentazione richiesta.  Per presentare l’istanza di adesione rimane in vigore la scadenza del 30 settembre. Non è comunque escluso che nei prossimi giorni vengano estesi anche i termini di adesione. La procedura si rivela infatti piuttosto complicata e non tutti i punti sono stati completamente chiariti.

I decreti attuativi e le circolari pubblicate per spiegare la procedura si sono susseguiti per tutta l’estate, a dimostrazione della complessità della materia e della presenza di numerosi aspetti che richiedono ulteriori spiegazioni. Molti commercialisti hanno quindi tenuto in sospeso la pratica di adesione. Le richieste giunte all’Agenzie delle entrate sarebbero circa 15’000, un numero inferiore a quello preventivato. Il gettito del provvedimento potrebbe quindi rivelarsi inferiore al previsto.

Un fattore importante che frena l’adesione è quello dei costi. Alla tassazione dei redditi sottratti al fisco si aggiungono infatti gli onorari da pagare ai professionisti e le spese per allestire la documentazione. E a questo proposito i commercialisti si lamentano per le somme richieste dalla banche svizzere per fornire gli estratti conto, che in certi casi arriverebbero anche a 1000 euro per estratto.

D’altro canto la voluntary disclosure potrebbe essere l’ultima possibilità per regolarizzare la propria posizione ed evitare gravi problemi con la legge, visto che per gli evasori sono previste ipotesi di reato comparabili a ricettazione e frode fiscale. E con lo scambio automatico di informazioni fiscali in vista, a cui ha aderito anche la Svizzera, sfuggire alle sanzioni potrebbe diventare sempre più difficile.

Red.